Tutta la verità su Cleo Patel e amenità del periodo

Cari lettori portentosi, eccomi a farvi il punto della situazione post clausura.

Cleo Patel. Io ci ho provato, volevo vedere come veniva accolta una novità che non venisse dalla mia penna, e, visti i riscontri sempre più positivi e il mio indubbio divertimento nel scrivere il suo diario, posso dirvelo, Cleo non è quell’amica conosciuta per caso durante uno dei tanti corsi che ho avuto modo di frequentare, ma è un personaggio inventato in un pomeriggio di inverno. Erano anni che avrei voluto dare vita a un romanzo a puntate su modello nipponico, qualcosa che uscisse settimanalmente, che mi facesse stare bene e arrivasse al cuore dei lettori, ed è quello che mi auguro stia diventando Cleo Patel. Il suo diario prende largo spunto dalla realtà, i riferimenti non si contano e gli accadimenti spesso sono reali, ma non vi dirò che Cleo sono io, e le sue amiche le mie amiche, perché non è la verità. O forse sì. Non posso svelarlo.

La quarantena sta giungendo al termine, così come tutte le pesanti restrizioni che ci hanno cambiati, inutile negarlo. Per chi come me sguazza piacevolmente nella piscina della sua solitudine non è stata la fine del mondo, ma sicuramente un modo per ridurre paure infondate e interiorizzare il valore del silenzio, sì.

I sessanta giorni chiusa in casa sono serviti ad aprirmi un varco incantato verso i miei sogni, e così, armata di volontà ed entusiasmo, ho ideato un corso di scrittura autobiografica dove chi partecipa affronta i suoi punti deboli, le sue rotture, i suoi lati nascosti e lavora per sanarli, divertendosi per giunta. Un corso che mi sta dando tanto e che ha già nuovi iscritti per settembre. Tutto ciò è stato inaspettato e bellissimo e nutre quella parte di me che studia da molti anni questo tipo di introspezione.

Ho visto numerose serie su Netflix, pensando: “Dal momento che pago l’abbonamento sarà meglio sfruttarlo”, e in base a questo, più o meno tutti i giorni, sono riuscita a guardare qualcosa. Una delle mie preferite è The 100, ma mi sono presa una pausa a metà inoltrata della quarta stagione perché mi sembrava stessero girando sempre intorno allo stesso punto, senza contare il borbottio del mio fidanzato che si ostina a rimarcare il fatto che queste serie americane sono ridicole perché i personaggi sono sempre super belli e pettinati, super sexy e super impostati, e non ha tutti i torti, dai possiamo dircelo tra noi. E poi diciamoci pure, (allarme spoiler in arrivo, salta questa riga se non vuoi leggerlo) che dopo la morte di Lincoln la serie non è stata più la stessa, non lo dovevano fare, né a me né a Octavia.

Ho guardato The Protector, ma solo perché era sufficientemente trash e al tempo stesso magica, con un protagonista coatto fino al midollo che tutto dà, tranne l’idea del favoloserrimo eroe che salverà il mondo, ma si lascia guardare per via di quel suo sapore cafone che ti distrae da una quarantena forzata.

Il passaggio dalla cafonaggine senza cattiveria, alle penne infilate nel collo e il sangue a fiumi vi sconcerterà un tantino. Secondo me il loro intento era fare una crasi fra un horror per bambini e un film comico, direi che ci sono pienamente riusciti.

Ho guardato e sto guardando Skam, quindi la mia opinione potrebbe cambiare alla fine dell’ultima puntata. Ho sentito molti elogi per questa serie e anche per me è un prodotto valido, mi piace il modo sincero e attuale con cui vengono affrontati i temi caldi dell’adolescenza, mi disturba invece il suo essere tematica e portare avanti il focus di molte puntate sempre su due protagonisti alla volta, avrei preferito un intreccio costante di più personaggi, perché così è un po’ noiosa, soprattutto se le storie dei due protagonisti sviscerate nel corso delle puntate, non ti vanno a genio. In definitiva un buon prodotto estero abilmente interpretato, che però mette in luce parecchi cliché ma, mi riservo di riparlarne alla fine della quarta stagione.

Ho scritto e continuo a farlo, mi sono dedicata parecchio a Instagram e negli ultimi tempi ho rallentato perché i social hanno questa incredibile capacità di risucchiarti facendoti perdere tanto di quel tempo che ti ritrovi a spenderne troppo in faccende frivole e poco produttive; e poi questa continua esposizione non fa per me, non nel modo in cui la usano alcune fashion blogger che si ritrovano sulla tazza del cesso a farti il video del loro ultimo brufolo, non mi sento di aggiungere altro a queste condivisioni che si presentano da sole.

Sto lavorando ai nuovi contenuti del blog e ne approfitto per ringraziare i lettori nuovi che mi seguono, non sapete la gioia di poter essere me stessa e per questo apprezzata. Fra i vari progetti in cantiere c’è una newsletter mensile che spero di riuscire a finire per giugno, sembra semplice ma in realtà è davvero complicato mettersi a scrivere qualcosa da zero che sai non condividerai in altri modi se non tramite una e-mail. La newsletter, che si chiamerà “Portentosa”, avrà contenuti speciali, per animi frizzicarelli e sì, quella è una pecora, perché le pecore sono esseri portentosi. E poi inizierò a condividere spunti di scrittura autobiografica, ma non voglio svelarvi di più, li vedrete.

Incensi. Sì, sono un’assidua consumatrice d’incensi e in questo periodo ne ho accesi davvero molti. Per la meditazione, il rilassamento e lo yoga sono davvero utili. Non so voi, ma entrare in una stanza che profuma, mi mette subito di buon umore così come andare a dormire con il profumo di vaniglia o magnolia sul cuscino. Mi piacerebbe dedicare una sezione del blog a questo tipo di benessere che fa parte di me da anni e che non ho mai voluto condividere perché ero una stronza egoista probabilmente.

Riassunti beceri. Sono un po’ latitanti perché ho dovuto dare spazio ad altre cose e l’organizzazione per me è sempre un punto debole… inutile fare piani, acquistare agende, scrivermi i post-it; tanto con me nulla di tutto ciò regge, ma sta reggendo l’unica cosa alla quale non mi sia mai veramente affidata per essere costante, la mia forza di volontà, e in questo periodo, non semplice per alcuni aspetti, ho deciso di abbracciarla e farmi guidare da lei. A quanto pare funziona molto meglio di un post-it.

Splendida serata e grazie per i vostri apprezzamenti.

Grazie!

Romina

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