3. Amicizie naufragate e compleanni in arrivo

Vi capita mai di pensare a tutte quelle amicizie che nel corso degli anni avete perso per strada?  In quasi trent’anni, mi sono lasciata alle spalle amicizie importanti, e ad oggi la domanda che mi balena in testa è: “E se le cose fossero andate bene anche così? E se quelle amicizie avessero avuto una loro scadenza senza che io potessi farci nulla?”.

 Se non vivessimo mai dei conflitti, come potremmo davvero guardarci dentro e crescere? Dopotutto, senza nessun ostacolo non avvertiremmo quella spinta a migliorarci, a cambiare per essere la versione 2.0 di noi stesse. Spesso mi sono ritrovata a pensare a loro, e mi sono chiesta se le loro vite stessero cambiando come la mia, poi un giorno ho smesso di guardarmi dietro e pensato che forse la nostra esperienza insieme fosse davvero finita, non c’era più niente per noi perché ci eravamo date già tutto, nel bene o nel male.

Lunedì prossimo compio trent’anni e ancora me ne sento tredici. Passerà?

Quando sei una ragazzina e ti immagini adulta, spesso ti vedi come consapevole, affermata e soddisfatta della tua vita, invece capita di ritrovarti a maneggiare questa vita da adulta senza istruzioni e combini tanti di quei casini che non puoi far a meno di pensare che non sei poi cambiata molto dalla tua adolescenza. Non ho deciso come festeggerò ma una cosa la so: non amo trattenermi nei locali, preferisco l’intimità di una cena o il divertimento di un museo notturno con tanto di guida… sì, alcune di voi saranno inorridite ma non è colpa mia se mi piacciono le mummie. 

Ho chiesto a Lucifer se potevo andarmene via un’oretta prima, che tanto si sa, il lunedì è sempre un giorno molto tranquillo in ufficio da noi. Mi ha chiesto perché, evidentemente, dire di sì senza fare domande è passato di moda.

Mi ha fatto dire tre parole: “Mio, compleanno, lunedì” e mi ha bloccata scusandosi tanto perché aveva appena preso un appuntamento con un cliente per il lunedì successivo, un aperitivo, “niente di complicato Cleo, sarai libera in un paio d’ore” ma riteneva la mia presenza fondamentale, poiché l’unica assistente che ha sono io. Ma sappiamo entrambi che non è esatto, c’è anche Susana, solo che dire: “l’unica assistente della quale mi posso fidare ciecamente sei tu”, era troppo per uno come lui. Chiariamoci, Susana sarebbe anche una valida assistente, ma lavora con noi da sei mesi e lui la chiama solo per firmare i documenti che lei gli porge in una perfetta posa da ballerina classica, sì, perché lavorava come ballerina professionista ma si è rotta un ginocchio e addio ai grandi teatri. Non ditelo in giro ma ho il sospetto che l’abbia assunta solo per sostituirmi in caso di malattia, perché a parte farle stampare fogli, evidenziare nomi e passargli le telefonate, non le fa fare altro. 

La mia mania del controllo, la stessa che porta il mio stress a livelli inaccettabili, ha, come risvolto positivo, la capacità di farmi ricordare particolari che sfuggono a Lucifer e tutti quelli che lavorano con me e questo mi porta ad essere il suo asso nella manica, ma lui pur di non ammetterlo, ingoierebbe una cavalletta viva.

Risvolto negativo del principio dei miei trent’anni? Dovrò passare il compleanno in un locale a fare un aperitivo di lavoro con uno sconosciuto e Lucifer, perché quando il diavolo dichiara “un paio di ore al massimo” è il momento di fare After, come direbbe qualcuno più giovane di me e forse forse, questa è l’unica cosa che non mi sarei mai aspettata, mi sembra più una punizione divina che un colpo di fortuna, guardare e non toccare, mi spiego?

Ci vediamo martedì, sempre qui

Cleo

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