2. Terreni emotivi

Quell’uomo è pazzo se crede che perderò la pazienza e gli tirerò dietro la dannata spillatrice gigante, dura come un sampietrino – che ha voluto in ufficio a tutti i costi – perché capita che abusi della mia proverbiale pazienza, facendomi licenziare. Quanto vorrei dargli, non lo so… forse tutta me stessa?

Dio, noi donne sappiamo essere un terreno sterile quando si tratta di piantare i semini dell’intelligenza emotiva, quei semini che ci permetterebbero di non innamorarci delle cause infinite. Per non parlare dei ricorsi. Ma sarà colpa dei dolori del ciclo se abbiamo tutta questa familiarità con il sacrificio?

La mia amica Emma dice che questa storia con Lucifer non finirà come credo io – che lui si innamori di chissà che mega donna e io a casa con i gatti e i capelli sporchi – di certo non mi  illudo che possa anche solo minimamente finire come immagino nei miei flashback:  lui all’improvviso apre gli occhi e si rende conto che non sono solo la sua assistente/schiava ma L’UNICA donna al mondo di cui non può proprio fare a meno, e mi propone di amarlo per il resto dei suoi giorni e un tantino oltre, dai.

Buffo come ci affidiamo alle parole degli altri quando i sentimenti ci offuscano la ragione, finiamo per pensare che le opinioni delle persone che ci vogliono bene siano davvero preludio di sacra verità… ed ecco che una serie di discendenti della Sibilla Cumana, ci sfila davanti agli occhi imbambolati per offrirci predizioni future attraverso le boccucce delle nostre preziose amiche. 

Io ed Emma ci conosciamo dai tempi dell’università, è venuta qui a Londra esattamente un mese dopo di me, ma lei è figlia di diplomatici ed è abituata a spostarsi, anzi, non riesce a stare ferma in un posto per più di tre anni, di solito almeno. Amiamo raccontarci l’una all’altra, ci diverte e rilassa indulgere in particolari irrilevanti ai quali noi attribuiamo molto significato, ma noi donne spesso siamo in questo modo: basti pensare agli specchi che ingrandiscono i pori della pelle, perché li fanno secondo voi?

E proprio ieri, ripensavamo ai nostri vent’anni e a tutte quelle volte in cui ci eravamo infatuate del belloccio di turno, in questo io e lei siamo davvero simili, ci piacciono ruvidi e introversi, un’accoppiata che alla fine sfocia nella depressione, trasformando te, in una specie di infermiera sexy incazzata che maledice il giorno in cui l’ha incontrato. Gli uomini così, sono terreni emotivi sterili, e noi sceme che gli andiamo dietro. 

Lucifer mi ha sputato metaforicamente in faccia, con classe naturalmente, quanto io sia cocca di papà, viziata fin dal primo vagito, e la prova di ciò è che non finisco mai quello che ho nel piatto, lasciando sempre un misero broccolo o una carota dispersa che puntualmente spappolo con la forchetta. Sì, forse questo è un atteggiamento superficiale o sciocco, ma almeno io bevo acqua del rubinetto, invece lui beve solo acqua in bottiglia di vetro. Questa è la prova che nessuno può scagliare la maledetta pietra, perché quasi tutti abbiamo delle piccole manie, dei piccoli modi di essere che vanno solo visti per quello che sono: modi di essere. 

Se vi state chiedendo perché Lucifer indaga in maniera così capillare sul mio cibo, la risposta è perché pranziamo insieme: o meglio, io porto il pranzo, io sparecchio e ripulisco tutto come ordina lui, perché a quanto pare anche sul pulire ha le sue regole e guai a non accontentarlo, sarebbe capace di tenermi un’ora a parlare del perché il suo metodo di pulizia è più efficace del mio. Ma io vivo con i gatti, questo lui non lo capisce proprio, i miei parametri sono diversi. 

A martedì prossimo!

Cleo

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