Il blu è un colore caldo

Ho chiesto a mia madre di lasciare sulla mia scrivania, per te, ciò che ho di più prezioso: i miei diari. Voglio che sia tu a conservarli: contengono tutti i miei ricordi di adolescente colorati di blu. Blu inchiostro, blu cielo, blu klein, blu ciano, blu oltremare… il blu è diventato un colore caldo. Ti amo, Emma, sei l’amore della mia vita.

Clémentine, 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi incontra a la Grand’ Place, una ragazza di nome Emma, capelli tinti di blu, frequenta il quarto anno delle Belle Arti e ama le donne. Il primo incontro fra loro non porterà a niente altro che una manciata di sguardi fugaci: sarà poi il tormento nella testa di Clémentine a spingerla di nuovo verso Emma.

Che dirvi, mi sono tolta il cuore per qualche ora stendendolo al sole e, finita la lettura, l’ho rimesso al suo posto.

Una storia d’amore, di parole a fiumi e di dolore. Il racconto della inaccettazione iniziale della propria sessualità. La descrizione di un mondo brutale nelle sue manifestazioni di odio e ipocrisia, ma al contempo il racconto di due esseri umani che trovano, l’uno nelle braccia dell’altro, il proprio senso dell’esistenza. Emma è una donna stupenda: libera, vera e profonda.

Inchiostro che parla di difficoltà ma anche di semplice normalità; di amicizie, di esami scolastici, di uscite spensierate e di gay pride.

I disegni sono in bianco e scala di grigi a cui viene alternato il colore blu. Ogni qual volta Clémentine pensa ad Emma, la pagina prende delle sfumature blu, una delicatezza di stile che mi ha affascinata.

Le ragazze indossano abiti dal taglio maschile per la maggior parte dei disegni; anche nelle scene erotiche, nonostante la sinuosità delle forme femminili, si nota una marcata accentazione sul gioco dell’ambiguità.

Credo che l’autrice abbia voluto rimarcare il concetto di ‘scelta’ e di ‘amore’ a prescindere dalla sessualità delle protagoniste. Oltre all’amore, risalta l’erotismo, mostrato sfacciatamente e meravigliosamente secondo me.

…C’è questa scena dove Emma si reca a casa di Clémentine per prendere i diari che lei le ha donato in eredità e incontra la madre della protagonista che le dice:

«La prego di scusare mio marito. Lo sa che per lui è difficile capire il suo ruolo nella vita di nostra figlia. Non credo che si farà vedere prima di cena».

Ed Emma: «Deve semplicemente dirgli che se fossi stata un ragazzo Clem si sarebbe innamorata lo stesso di me».

Riuscite a percepire quel senso di anime che si scelgono per l’eternità?

Da questo graphic novel unico, bestseller in Francia e vincitore del premio del pubblico al festival di Angouleme 2011, è stato tratto La vita di Adèle, il film di Abdellatif Kechiche vincitore della Palma d’Oro al festival di Cannes 2013.

E da poco ho notato l’uscita del film che porta lo stesso titolo del graphic novel, anche su Netflix.

– Hai mai avuto vergogna di essere così?

– Solo l’amore può salvare questo mondo. Perché dovrei vergognarmi di amare?

2 pensieri su “Il blu è un colore caldo

  1. Anche questo me lo segno e lo aggiungo alla lunga lista. Io ti consiglio “BLUE” di Angela Vianello, fumetto (graphic novel) italiano di questa bravissima autrice trentina che, secondo il mio modesto parere, in campo artistico e scritto sa il fatto suo.

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