Casa Mastichini – Episodio 2

Casa Mastichini – Episodio 2

«Mastichina, che combinale tu?»
«Zitto. Io cquasi riuscita».
«Gualda che la mama si infulielà».
«Mama? Cquale mama?»
«Quella che chiamale te Mastichina».
«Lei non essere mia matre! Lei essere coinquilina becera e strillona».
«Mama pelde pazienza perché tu mangi tutti i fili della nostra onolevole casa!»
«Ma da che parte essere tu, pikkolo turkish Angora zenza phalle!»
«E poi mama essele quella becela».
«Vattene via, sono cquasi riuscita ad aprire sachetto dela sabietta. Guuu, crunck crunck. Buonizima».
«Io non capile se essele tu stupida o solo ingolda. Quella sabietta puzza di piedi».
«Tu non avere vissuto in una gabbia. Tu essere principino de sta fava».
«Io fatto lungo viaggio dalla Cina. Io ho pelso i miei flatelli e vissuto luuunga vita in stlada».
«Tu ezzere stato in strada venti ciorni al massimo. Crunck crunk. Dora avere detto me».
«Venti giolni possono semblale venti anni quando tu essere glande come una nocciolina. Miao. Mastichina, se tu continuale ad ingoiare sabietta verrà te un blocco intestinale e io non essele plepalato pel ficcalti una zampa in gola e falti vomitale».
«Dio mio che pipphone tu ezzere. Fatti un giro, belo. Non avere una porta da crattare?»
«Finché cedelai ai tuoi impulsi non salai mai felice».
«Bao, mi sembrare di vedere scatola vuota lì, vizìno al bagno».
«Scatola? Dove? Dove essele scatola?».
«Certo che a voi due chi ve capisce è bravo. So cinque anni che vivemo insieme e avessite ‘mparato mezzo verbo ‘n croce».
«Senti ki parla. Mizz bucatino alla matriziana».
«Almeno io non paro uscita dal Cottolengo. E tu, mastichì, se ti mangi n’altro po’ de sabbietta, domani caghi castelli de sabbia».
«Bao andale a meditare come avere insegnato me grande maestro Mao Long, lascio voi a queste futili faccende».
«Bravo, uno in meno a rompere koglione».
«Coglioni, con la i. Inutile coniglia. Sei bona solo a rosicatte tutto!»
«Avere parlato quella che vomita palle di pelo ogni tre secondi».
«Guarda che non te insegno più il romano e poi come fai a mescolatte fra i conigli per quel tuo piano segreto, eh?». «Gu».

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