Moby Dick – modello a una pinna aspira briciole.

Moby Dick – modello a una pinna aspira briciole.

1851, Melville pubblica un libretto di 720 pagine, rendendoti edotto in Balenologia, metodo 5 anni in 1. Ismaele, voce narrante, dopo aver passato del tempo a far da insegnante ai bambini delle elementari, ha la brillante idea di imbarcarsi su una baleniera con la compagnia del pene a secco, visti i mesi in mare. Fatta amicizia con l’amico degli arpioni ammazza balene, Quiqueg, e sotto suo consiglio, si inserisce nel Pequod, barca di proprietà del capitano Achab. Il viaggio in nave in realtà è una sperticata nel vocabolario della lingua italiana perché è scritto di certo non come magnamo noi, ma come magnavano nel 1851. Fra un attimo di svago alla vista di Pinocchio dentro la balena mentre divulga l’amore libero, ed Ariel che ruba le forchette che cadono dalla prua, un capitolo intero ci delizierà con le citazioni sulle balene prese dal Paradiso perduto, da Shakespeare, dal Leviatano di Hobbes, da Edmund Burke, fino a farvi vomitare balene che Ron Weasley vi parrà un dilettante vomita lumache. Finalmente dopo Zàgana Zàgana Zà, ammazza pesci di qua, ammazza pesci di là e venti capitoli, ripeto, VENTI CAPITOLI: entra in scena il capitano Achab incarognito a bestia per quella storia che Moby Dick gli ha fottuto una gamba sostituita poi con una di avorio: un vero animalista il nostro Achab. Il marinaio Pip, e non farò commenti sul nome che sarebbe peggio della storia sulla croce rossa, fa ballare tutti per distrarli dall’insopportabile brontolone, mentre i primi ufficiali Starbucks con la s, perché sono due e con l’inglese non si scherza, preparano caffè per tutti. Dopo tre giorni di caccia, pesanti come mille anni passati a guardare le soap Sudamericane perdendo tutte le speranze de ‘na fine senza morti e dopo aver scambiato un calamaro gigante ‘pe na balena, che nemmeno Joey Tribbiani è così scemo; Mody Dick: modello a una pinna aspira briciole, fa Cuccù e Achab fa la fine che si merit… No. Volevo dire: fa una fine brutta brutta. L’unico che gli va di lusso è Ismaele, che parlando sempre con Dio è raccomandato quel tanto che gli appare Ariel sul tappeto volante che la roscia ha rubato ad Alladin, perché il mondo è loro, e insieme abbandonano la nave che affonda.

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