I racconti dei vicoletti o altrimenti detto Lao Jie de Tong Tua.

La graphic novel di cui vi parlo oggi fa parte della collana dedicata ai tesori del fumetto cinese contemporaneo, da cui il nome Bao che significa appunto Tesoro. Ed è edita da Bao publishing.

I protagonisti sono Yu’er (bimba pesce) e nonno Doubao. Il libro si divide in quattro storie i cui temi principali sono la diversità, l’accettazione di se stessi e l’amore verso gli altri.

Yu’er ha una disabilità e suo nonno rappresenta tutto ciò su cui la bambina può contare. Lui è il suo confidente, la sua stampella, il suo più caro amico e il suo coadiutore di sogni.

I personaggi che ci mostrerà l’autore sono principalmente quattro e tutti accomunati dal il sogno di volere qualcosa e dalla caparbietà di lottare per ottenerla. In un’atmosfera gioiosamente cinese, al lettore verrà mostrata la confidenzialità dei rapporti fra vicinato, molto presente nella Cina dei vicoletti, allo stesso tempo sarà enfatizzata la paura della diversità e l’arroganza adoperata per metterla in un angolo e vessarla.

Ci troveremo appesi a un albero per la vita, nella scelta caparbia di voler imparare a nuotare sfruttando il vuoto e l’aria. Curioseremo nei flashback di nonno Doubao, innamorandoci del sapore antico e ormai perlopiù perso delle missive. Conosceremo il paradiso degli insetti, un piccolo giardino con tante piante e piccoli ragnetti e capiremo che se ad una farfalla vengono spezzate le ali, lei troverà il coraggio di volare ancora.

Disegni luminosi, cambi di colore e scene fuori dalle righe ci accompagneranno per 122 pagine acquerellate, mettendoci di buonumore.

Ho ritrovato alcune fra le più belle usanze cinesi (ripensando al mio periodo vissuto in Cina), come quella di danzare in piazza o quella di usare la bicicletta per spostarsi da un luogo ad un altro.

L’editore ha lasciato molte delle scritte che compaiono sulle insegne, sulle lettere o sui dipinti, in cinese, e questo vi farà immergere ancora di più in questo mondo a cavallo fra l’onirico e il reale.

Ho adorato la semplicità dei dialoghi e il significato profondo di questa storia, quindi, consigliarla solo ad un pubblico di bambini sarebbe troppo limitante. La consiglio invece ai nonni che hanno un rapporto speciale con i propri nipoti; la consiglio a chi ha dei sogni e ama perdersi nell’immaginare “come sarebbe se…”

Last but not least, la bellezza femminile è rappresentata nella sua burrosità, allontanandosi così dagli stereotipi che ci fanno vedere i cinesi tutti scheletrici.

Jaaaaa ne!

Romina

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